Machete Kills, recensione

Gli Stati Uniti sono in pericolo, un rivoluzionario terrorista messicano pazzo come un cavallo vuole distruggerli con dei missili nucleari che ha recuperato non si sa come. Il Presidente Rathcock è quindi costretto a trovare qualcuno che sventi la minaccia… ma chi? Superman? Batman? James Bond? No, lui chiama l’unico uomo che incarna l’essenza di tutti questi supereroi: forza, intelligenza, furbizia, inespressività… lui chiama MACHETE!!

L’ex agente federale («è come riunire un agente dell’FBI, della CIA e della DEA in un unico taco») accetta quasi subito e non ha bisogno di ricevere una licenza per uccidere perché se la prende mozzandoti il braccio e aprendoti la testa come un cocomero. È fatto così. Ma quando si incazza (e succede spesso) diventa una furia che non può essere fermata da nessuno, né dalle pallottole, né dalle cannonate. Solo le donne hanno un leggero ascendente su di lui, ma solo finché lui è disposto a concedere il suo…

Penetra così, nella testa di noi comuni mortali, la nuova avventura di Machete sul grande schermo. Mettiamo subito in chiaro le cose: se vi è piaciuto il primo Machete allora Machete Kills è assolutamente da vedere, se invece non vi è piaciuto lasciate perdere il seguito perché potreste riportare degli importanti danni neurologici.

Questo perché Robert Rodriguez non lascia fuori nessuna idea, per quanto possa essere strampalata. Questa incredibile pellicola, in cui si mischia tantissima azione con un po’ di splatter e violenza gratuita, quindi exploitation al 100%, sembra a tratti il mix delle migliori trovate dei suoi film precedenti, per cui il déjà vu è sempre lì, pronto a colpirci, come un machete. L’effetto è amplificato dal fatto che si rivedono tanti attori già usati in passato da Rodriguez come Antonio Banderas, fantastico interprete del Mariachi in Desperado. O il mitico Tom Savini già Sex Machine in “Dal tramonto all’alba” oltre che naturalmente nel primo Machete. E oltre ai dettagli che ricordano il Johnny Depp di “C’era una volta in Messico” abbiamo anche un piccolo ritorno nei bar messicani fatiscenti che tanto caratterizzavano i film del Mariachi. E poi lo spazio cosmico alla Spy Kids… c’è veramente tutto insomma.

Accanto a questi elementi, che potremmo quasi definire nostalgici, abbiamo un grandissimo Mel Gibson in un ruolo praticamente cucito addosso all’indimenticato Mad Max, con la giusta dose di follia che ricorda però più l’agente Riggs di Arma Letale. Ma la carrellata di personaggi più o meno famosi che in qualche modo sono stati inseriti, tra cui Lady Gaga e Charlie Sheen, è abbastanza lunga ed è ormai un marchio di fabbrica dei b-movie chic alla Rodriguez, assieme ai effetti digitali di finta pellicola consumata.

Ma torniamo alla trama di questo Machete Kills che, bisogna dire, si innesta malissimo sul primo episodio. In fondo anche questo è B-Movie. In sostanza si prendono personaggi e ambientazione e si cambia un po’ tutto il resto. Per cui tutta la tematica dell’emancipazione messicana passa in secondo piano e la cosa ad un certo punto deve essere anche spiegata agli stessi perplessi personaggi che però poi tutto sommato la prendono abbastanza bene e danno una mano a Machete per la nuova causa, non si capisce bene perché o per cosa, ma alla fine l’importante è massacrare più nemici possibile. E il massacro in Machete Kills è molto più violento che mai, con una quantità di teste mozzate, arti tagliati, sangue e modi orrendi di morire che possono solo fare la felicità degli appassionati del genere.
E il personaggio di Machete è qualcosa di unico, con aspetti da macho imbattibile stile spaghetti western anni ’70, ma in un contesto quasi da cartone animato che non esita a presentarcelo in situazioni improbabili che non possono non strapparci una risata, perché Machete, in fondo, vuole bene a tutti.

Ma la dimostrazione del fatto che Machete Kills diverte arriva dal fatto che la fine molto prima di quanto vorreste, anche per via di una trama che lascia ampiamente intravedere un terzo capitolo della saga che sembra ancora più slegato dalla realtà e con idee ancora più pazzesche.

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