Spy Kids 2 – L’isola dei sogni perduti, recensione

Spy Kids 2 è il seguito del fortunato film ignorante per ragazzi di Robert Rodriguez. I ragazzi sono cresciuti e fanno le spie a tempo pieno, ma una nuova minaccia mette in pericolo la pace nel mondo e saranno nuovamente loro a dover salvare la situazione.

Se avete visto il primo Spy Kids vale ovviamente la pena guardarsi anche il secondo perché si tratta di una continuazione da tutti i punti di vista. I ragazzi, Carmen e Juni Cortez, sono cresciuti un po’ e lavorano ora per l’OSS, la segretissima agenzia di spionaggio, nel reparto Spy Kids.

Però a causa del tradimento di uno dei capoccia dell’organizzazione il mondo si trova nuovamente in pericolo e i due ragazzi sono costretti a intervenire, malgrado il fatto che Juni venga addirittura radiato con l’accusa di essere incompetente.

In breve si troveranno su un’isola segreta, occultata al mondo grazie al dispositivo “Camuffogeno” che è alla base di tutti i problemi contingenti, su cui si trovano una serie di creature mostruose create da un certo Romero, geniale e folle scienziato genetico.

In questo Spy Kids 2 il nostro amato Robert Rodriguez non fa altro che portare avanti i concetti già visti nel primo episodio con un altro “cattivo” da combattere e i due ragazzi nei panni delle super agenti segreti che, come unici avversari, hanno degli altri super agenti. La narrazione è forse fin troppo veloce nella fase inziale, ma in fondo va bene così.

Notevole evoluzione anche degli effetti speciali con anche le creature di Romero (il ragno-scimmia, le lucertole-serpente, i maiali alati) animate in maniera quantomeno decente. Certo, non si tratta di un nuovo Jurassic Park, ma non siamo neanche a livelli troppo scarsi.

Insomma, Spy Kids 2 è la sensata continuazione di un film dal notevole successo, un po’ meno originale, ma comunque in grado di divertire grandi e piccini. E comunque, quando c’è Machete, va tutto bene.

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