Wonder Woman

Wonder Woman

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DC Comics continua con il suo progetto dell’Extended Universe, un mondo in cui far vivere e convivere i propri personaggi e fare un po’ di concorrenza ai cinecomics di Marvel, portando al cinema quella che è il terzo pilastro dei propri fumetti: Wonder Woman.
Ma probabilmente si poteva fare meglio.

Wonder Woman, le origini dell’eroina dei tempi antichi

Wonder Woman era comparsa alla fine di Batman vs Superman ed era saltata fuori una vecchia foto che la ritraeva in un’altra epoca. Diana fa quindi viaggiare i ricordi e così ci racconta la sua storia.

Al tempo degli dei c’era Zeus regnava incontrastato finché non si rese conto di aver fatto male ad aver dato vita ad Ares, quello diventerà il temuto dio della Guerra. Le incomprensioni ci sono anche nelle migliori famiglie, figurarsi in quella delle divinità greche in cui tradimenti, incesti e uccisioni non si contano. Fatto sta che alla fine Ares fu temporaneamente sconfitto col sacrificio di quasi tutti gli dei e Zeus creò, con le ultime forze, un’isola nascosta al mondo su cui far alloggiare un reggimento di Amazzoni, donne guerriere addestrate a fermare Ares nel caso si fosse ripresentato.

Sull’isola viene anche generata Diana, figlia della regina Ippolita, addestrata dal generale Persefone. Diana è una ragazza dalle capacità superiori alle proprie compagne e dotata di una innata curiosità che la porterà a salvare Steve Travor, un pilota americano della prima guerra mondiale che precipita sull’isola con l’aereo in fiamme e inseguito da un manipolo di tedeschi.

L’invasione spezza il secolare isolamento delle Amazzoni e le costringe ad affrontare le armi da fuoco, subendo gravi perdite, tra cui la stessa Persefone che si sacrifica per salvare Diana.
Risulta quindi lampante l’inutilità della creazione di Zeus: secoli ad addestrarsi con lance e frecce e poi bastano una ventina di soldati disorganizzati, ma coi fucili, a mandare tutto a ramengo… se arrivava Ares se le sarebbe mangiate a colazione. Complimenti.
In ogni caso Diana non sembra subire nessun trauma psicologico per la perdita della sua adorata mentrice. Riconosce invece nella malvagità dei tedeschi l’operato di Ares. Decide quindi di partire per il mondo esterno con Steve per andare ad affrontare il dio della Guerra e sconfiggerlo definitivamente.

Steve le racconta che il mondo è abbastanza un posto brutto, di essere una spia e di essere riuscito a rubare un libro ad una certa dottoressa Isabel Maru, alias Dottoressa Poison, che, assieme al generale tedesco Erich Ludendorff, stava lavorando attorno ad un gas mortale (un gas a base di idrogeno…). A Diana però non interessa nulla e vuole solo andare al fronte perché pensa di trovarci Ares.

Prima di arrivarci Steve deve però rimettere insieme la sua “squadra” composta da: un cecchino ubriacone, un tizio nordafricano che parla le lingue e un indiano d’America che si occupa di contrabbando. Il gruppo, al dispetto di qualsiasi logica, riesce addirittura a farsi finanziare da Sir Patrick Morgan e parte per il Belgio dove Steve spera di impedire il compimento del piano di Maru e Ludendorff e Diana di trovare appunto Ares.

Tra un salvataggio di un paesino belga e un massacro dei soldati tedeschi ovviamente alla fine vincono i buoni, ma, chissà come mai, ci sarà comunque la Seconda Guerra Mondiale. Misteri del cosmo o forse, come dice Ares, gli uomini sono solo un altro fallimento di Zeus. E in effetti, se uno ci pensa, non è che ne abbia azzeccate molte.

Grande produzione, trama traballante

Come detto Wonder Woman è uno dei personaggi principali dell’universo DC comics. L’eroina è nata negli anni ’30 del novecento e ha vissuto una storia lunga e travagliata dovuta anche al fatto che in origine era stata pensata come un simbolo di emancipazione femminile, cosa che non sempre è andata a genio all’editore.
Il personaggio fu più volte rimaneggiato e da noi è principalmente noto per la versione televisiva in cui Lynda Carter va in giro col corpetto rosso a menare la gente per ordine della solita agenzia americana.

In ogni caso il reboot cinematografico per inserirla all’interno dell’Extended Universe racconta una nuova versione delle sue origini, partendo ovviamente da molto lontano, dal tempo delle leggende greche, prima ancora che gli uomini fossero stati creati, rendendola quindi parte del mito e quindi facendone un vero e proprio alter ego femminile del Thor di Marvel, anticipando il suo ingresso nel mondo alla Prima Guerra Mondiale.

Come al solito però le sceneggiature in cui vengono inseriti i personaggi DC Comics non sono totalmente all’altezza. In questo caso la parte iniziale è veramente troppo lunga perché succede troppo poco. Il legame con le Amazzoni viene prima presentato come importantissimo per la giovane Diana e poi lei se ne va senza neanche salutare. La guerra viene poi presentata in maniera quasi propagandistica, con i tedeschi cattivi (e ancora non si parla di nazisti!) da una parte e gli alleati buoni dall’altra. Sì, in mezzo c’è la distruzione e la tragedia dei civili nella terra di nessuno, ma la rabbia che scatenerà tutta la furia di Wonder Woman deriva solo dal sacrificio dell’amato Steve. Amato per modo di dire perché dopo una serie di allusioni sessuali non si danno neanche un bacetto sulla guancia.

In generale succedono alcune cose senza molto senso e la trama è buona solo per i ragazzini, lasciando i personaggi abbastanza in balia degli eventi e con tematiche affrontate in maniera abbastanza frivola.

Dal punto di vista tecnico il film è come al solito abbastanza pieno di effetti visivi, anche se non in maniera esagerata, ma in alcuni momenti non siamo a livello delle migliori produzioni.

Mi ha lasciato anche un po’ perplesso il quasi totale scollamento del film con il resto della continuity. Ci sono giusto un paio di loghi di Bruce Wayne a ricordarci che sulla Terra assieme a Wonder Woman ci sono anche Batman e Superman.

Per riassumere il film non riesce a tenere bene la sua lunghezza di oltre due ore e in più viene raccontata una storia che non ha nessun legame con Batman vs Superman e neanche con il prossimo Justice League, quindi volendo lo si può allegramente saltare.
Può piacervi se in generale vi piacciono i cinecomics, ma a mio avviso non è un capitolo che possa essere posizionato tra i migliori.

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